Con L’orchestra Senzaspine la cultura si fa al Mercato San Donato

Al via la riqualificazione del Mercato San Donato grazie ad un bando pubblico del Comune di Bologna che si è aperto anche alla progettualità delle associazioni culturali del territorio, onde coniugare l’alta cultura con il commercio e con le esigenze della cittadinanza che cambia.

Orchesta Senza Spine

Orchesta Senzaspine

L’Assessore Matteo Lepore, insieme al Presidente del Quartiere San Donato Simone Borsari, hanno presentato alla cittadinanza il progetto vincitore del bando pubblico per la riconversione e riqualificazione dello storico mercato di San Donato. Tra i più di venti progetti presentati, spiega Lepore, pochi davano garanzie di sostenibilità e solo uno aveva davvero le carte giuste in mano per creare 300 posti di lavoro nel settore culturale e promuovere un’idea nuova di connubio tra mercato, commercio e musica.

La comvenzione per l’assegnazione dell’immobile verrà siglata con l’Associazione Orchestra Senzaspine, capofila della cordata di realtà che si è presentata al bando insieme all’Associazione Arancine che si occupa di produzioni radiotelevisive e con un’associazione di architetti.

Da ricerche effettuate dal Comune e dopo diversi bandi andati a vuoto, non c’era più modo, racconta Lepore, di riproporre la sola assegnazione dei singoli banchi del mercato coperto ai commercianti, occorreva rilanciare lo spazio seguendo strade diverse. Le associazioni culturali sono le prime forme d’impresa per gli artisti che hanno formazioni di alto livello, ma che stentano a trovare spazi per esprimere la propria progettualità. L’Orchesta Senzaspine è senz’altro una di queste realtà cittadine che abbisognava di uno spazio ove poter fare le prove, produrre spettacoli sinfonici e di musica da camera, realizzare laboratori, fare didattica musicale per sostenere l’ambizioso progetto di un’orchesta formata interamente da giovani sotto i 35 anni tutti diplomati al conservatorio o diplomandi, con lauree e studi di perfezionamento musicale alle spalle.

Il progetto di Senzaspine per il mercato san Donato, spiega il direttore dell’ orchestra Tommaso Ussardi, è composito, prevede spazi per prove e concerti sinfonici e da camera, spazi per laboratori, spazi per lo yoga o altre discipline meditative, spazi ristoro che potrebbero essere gestiti anche dall’attuale assegnatario del bar del mercato, se si troverà un accordo, ci sarà posto anche per botteghe artigiane che realizzino manufatti e servizi collegati alla produzione musicale. La terrazza diventerà uno spazio verde che potrà essere curato da associazioni di zona che si interessano di orti verticali  mentre gli spazi dedicati alla parte artistica- laboratoriale del progetto potranno essere co gestiti con l’apporto creativo di altre associazioni del territorio, così come potranno essere destinati spazi e tempi all’allestimento di mercatini artigianali nel fine settimana, sempre nell’ottica di coniugare mercato e cultura.

L’Associazione Senzaspine è composta da 300 soci, tutti musicisti con alta formazione che hanno voluto fare rete per costruirsi una professionalità in campo musicale. Il mercato San Donato diventerà una factory culturale, un luogo di lavoro e di sperimentazione per associazioni e artisti formatisi a Bologna che hanno sempre più fame di spazi e sempre più difficoltà a far comprendere che la loro attività è un vero e proprio lavoro che può produrre reddito personale oltre a creare valore per la città intera.

Tanti i dubbi espressi da anziani commercianti della zona, ma altrettanti gli applausi di consenso all’esposizione del sogno di Senzaspine, ora tutto da realizzare e non senza difficoltà all’orizzonte, palpabile anche la voglia di collaborare espressa dalle associazioni di zona prensenti all’assemblea pubblica di presentazione di quella che ci appare, in tutto e per tutto, essere una rivoluzione culturale.

Finalmente è caduto il velo, le associazioni culturali sono state, per la prima volta in questi ultimi anni, sostenute dal Comune per quello che sono: incubatori d’impresa, cenacoli di artisti di valore che chiedono a gran voce spazi per far volare i propri sogni e per poter restituire alla città, sotto forma di spattacoli e laboratori aperti, quanto hanno dalla città ricevuto in formazione.

Buon lavoro all’Associazione Senzaspine per l’imminente assegnazione  e buon lavoro anche al Comune, perchè la strada intrapresa attraverso la sigla di questa convenzione non venga abbandonata: molte sono le realtà cittadine che da troppo tempo reclamano spazi per esprimere al meglio le proprie energie.