Guastoland: nuova vita al murale di Blu

Tre giorni di eventi per lanciare la campagna di crowdfunding

Il murales di Blu al Guasto

Il murales di Blu al Guasto

Dal 16 al 18 Ottobre il  Giardino del Guasto tornerà a colorarsi riempiendo il centro di Bologna con musica, workshop e laboratori per raccogliere fondi destinati a finanziare il restauro del murale realizzato da Blu.

Se lo scorso anno partiva il progetto “NO TAG” per la cancellazione dei graffiti sui muri della città, stavolta a far notizia è proprio il contrario. Dopo l’intervento di restauro del murale di Gutierrez in via Zamboni 38, l’Associazione Habitart e l’Accademia di Belle Arti hanno messo gli occhi su di un altro importante pezzo di Street Art. L’ opera in questione è del famosissimo Blu che nel 2002 dipinse le giocose strutture in cemento dell’architetto Filippini dando colore ad un’area degradata della città. L’Associazione Giardino del Guasto ha accolto con piacere la proposta.

La campagna verrà lanciata Venerdì alle 17:00 con un aperitivo in Largo Respighi per proseguire fino a Domenica con un programma ricco di eventi curato dall’Associazione Peacocklab. Durante l’intero weekend, infatti, si alterneranno i dj set di Rebecca Wilson Vs La Funky e Jellybelly, i concerti di Paolo Prosperini Trio e i The Liters, mentre dal pomeriggio verranno organizzati workshop e performance di street art a cura dello street artist Leon e del collettivo BBS.

Nel piccolo parco comunale sarà presente tutto il giorno l’installazione audiovisiva di Monday Windows e Gli Anni Luce, uno Street Food Point e la possibilità di acquistare l’esclusiva T-shirt bianca Guastoland con un contributo minimo di 5 €. Il ricavato servirà a raggiungere l’obiettivo del crowdfunding di raccogliere i 4000 € necessari per ripulire il murale e finanziare le attività promosse dagli “Amici del Guasto”.

In caso di maltempo la rassegna sarà rinviata, mentre la campagna di raccolta fondi rimarrà aperta fino al 24 Novembre 2015. Chi volesse sostenerla, potrà versare il proprio contributo al progetto su Idea Ginger e ricevere la T-shirt Guastoland.

14/10/2015 Flavia De Marco

 

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Al via il laboratorio permanente “Media allo scoperto: cittadini alla scoperta dei linguaggi dei media per comunicare il territorio”

Questa mattina è stato firmato il patto di collaborazione tra le Associazioni Youkali e Come l’Aria e i Quartieri Saragozza e Porto per l’avvio di un progetto di Cittadinanza Attiva che consentirà il 2 marzo alle ore 18 di inaugurare il  laboratorio permanente Media allo scoperto.

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Si tratta di un progetto avviato nel 2014 da un gruppo di persone che ha istituito, su base volontaria, una redazione fluida e multidisciplinare, quale risultato della prima edizione del laboratorio “Media allo scoperto. Giornali, web e radio: i linguaggi e le tecniche di produzione della notizia” promosso dall’Associazione Culturale Youkali e Come l’Aria, grazie ad un contributo del Quartiere Saragozza su bando LFA del 2013. Alcuni tra i partecipanti al laboratorio conclusosi a gennaio 2014, hanno deciso di collaborare stabilmente con l’ente capofila del progetto, l’Associazione Youkali, attiva da quindici anni nel settore culturale a Bologna,  per immaginare di costruire un progetto durevole nel tempo con l’obiettivo di comunicare il territorio di Bologna e Provincia.

A marzo 2015 partiranno cinque moduli laboratoriali, frequentabili anche separatamente dai cittadini, in base alle proprie esigenze, dedicati ai mestieri  della comunicazione con focus sul lavoro di un ufficio stampa, del giornalista della carta stampata, di un radiogiornalista e del blogger. Un modulo sarà dedicato anche all’aggiornamento dei siti web con free ware. Questi moduli didattici rappresentano l’avvio di un laboratorio permanente sulla comunicazione che potrà continuare ad avere base nel Quartiere Saragozza-Porto, in Via Pietralata 60, usufruendo di spazi pubblici per tutta la durata del patto di collaborazione siglato grazie al nuovo regolamento di  Cittadinanza Attiva.

Il progetto mira a favorire l‘autonoma iniziativa delle associazioni e dei cittadini attivi per la realizzazione di azioni che nel loro complesso si propongono di incentivare la partecipazione alla vita democratica cittadina attraverso l’acquisizione di un’approfondita competenza sul funzionamento del linguaggio dei media e di promuovere l’innovazione sociale attraverso l’autonoma formazione all’interno del gruppo e la realizzazione di servizi di comunicazione,  capaci di attivare nuove forme di collaborazione civica tra associazioni, gruppi informali di cittadini e imprese creative ed artigiane del territorio anche sfruttando piattaforme e ambienti digitali, software liberi.

Tra i docenti chiamati a tenere i primi laboratori annoveriamo la blogger Francesca Sanzo, il direttore di Radio Città Fujiko Alfredo Pasquali, il giornalista Enzo Chiarullo e il webmaster Daniele Benasciutti. Sono disponibili solamente 20 posti per ogni modulo, verrà data precedenza agli under 35 e a quanti sceglieranno di iscriversi a tutti i 5 moduli. Per informazioni ed iscrizioni è necessario scrivere a mediaalloscoperto@youkali.it o telefonare all’Associazione Culturale Youkali allo 0518493013.

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I moduli didattici marzo- aprile 2015 di Media allo scoperto

L’Utopia fiabesca nella letteratura per l’infanzia. Gli autori si incontrano e si raccontano al Convegno ‘Le vie delle fiabe”

Tra gli eventi presenti all’interno della XI edizione della Festa Internazionale della Storia 2014 non potevamo assolutamente perdere l’incontro dedicato all’editoria per l’infanzia: ‘Le vie delle fiabe: piantar fiabe per coltivare utopie‘, organizzato dall’Associazione Culturale Youkali con il sostegno del Quartiere Navile di Bologna. Il tema dell’incontro, dedicato alla dimensione utopica nella letteratura per l’infanzia, è stato affrontato in un’ottica interdisciplinare. Erano infatti presenti al Convegno scrittori noti nel panorama nazionale della letteratura per l’infanzia: Teresa Buongiorno, Anselmo Roveda,  Annamaria Gozzi; docenti universitari: Milena Bernardi, docente di Letteratura per l’infanzia dell’Università di Bologna e Monika Wozniak, docente di Lingua e Letteratura polacca dell’Università La Sapienza di Roma; le attrici Monica Morini e Simona Sagone, presidente dell’associazione promotrice dell’evento e la psicoterapeuta dell’infanzia la dott.ssa Manuela Trinci.

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I preziosi interventi degli ospiti hanno esplorato, ognuno dal suo canto, il panorama fiabesco nel quale l’utopia fa capolino facendo emergere i temi più disparati: il sogno e l’onirico, i riti d’iniziazione legati al raccontare e all’ascoltare storie ma anche quei riti iniziatici cui gli eroi e le eroine delle fiabe sono sottoposti; i temi difficili, come quello della morte, connessi alla dialettica del lieto fine e del brutalmente onesto.

Il tema della speranza ed il principio ad essa legato, formulato da Ernst Bloch, secondo il quale l’utopia non rimanda al significato che la parola assumeva nel Rinascimento, ovvero un contenuto utopistico e quindi impossibile perché privo di contatti con la realtà, ma ad un contenuto utopico e quindi possibile che indica una delle possibilità per raggiungere la meta.

tERESA-bUONGIORNOSe nella sua etimologia notoriamente accettata la parola utopia deriverebbe dal greco οὐ «non» e τόπος «luogo» quindi «non luogo», Teresa Buongiorno ci ricorda che esiste una diversa interpretazione etimologica, meno nota, che farebbe derivare  la parola utopia dal greco εὐ «bene, buono» τόπος «luogo». Dunque utopia non come un «non luogo» ma come un «luogo buono» nell’accezione usata da Tommaso Moro, inventore della parola. L’utopia è il lumicino che uno vede nella foresta quando si perde – dice Teresa Buongiorno – come Biancaneve trova la casa dei sette nani.

Di luoghi buoni ci parla anche la psicoterapeuta Emanuela Trinci quando ci racconta dell’idea, nata all’interno dell’associazione Orecchio acerbo, dell’Ospedale delle Bambole. L’Ospedale, ispirato a quello napoletano di fine ottocento, si propone sì quale luogo di cura e recupero per i giocattoli ma veicola in sé anche un altro messaggio: quello di ripristinare le relazioni tra persone e il recupero del valore della costanza degli affetti come ricorda il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli.

Anche  Milena Bernardi ci parla di principio di speranza e di “galosce della felicità”quando dipana il tema del rapporto tra fiaba e utopia citando Bloch. Nella fiaba l’eroe viene sottoposto ai riti d’iniziazione, viene lasciato solo nel bosco e se riesce a sopravvivere allora può diventare adulto ma, non tutte le fiabe hanno un lieto fine. I riti d’iniziazione, i percorsi impervi servono a prendere contatto con la propria finitudine – spiega Milena Bernardi – e sono le prove che gli eroi o le eroine delle fiabe  devono affrontare che ci portano verso i temi difficili, i tempi indicibili i quali possono essere narrati attraverso la fiaba in quanto la fiaba altro non è che una metafora.

“Coup Fatal” all’incontro di due tradizioni musicali

In “Coup Fatal” di Alain Platel, andato in scena all’Arena del Sole di Bologna il 18 e 19 ottobre, la musica occidentale barocca e quella africana si sono fuse in armonie di ritmi, melodie e danze dando vita ad una festa in cui il punto d’incontro tra culture artistiche sono i sentimenti estremi di gioia e dolore.

Coup fatal Alain Platel

Coup fatal di Alain Platel in scena all’Arena del Sole

Una scenografia fatta di bossoli di pallottole trasformati in tende da grande spettacolo che luccicano illuminate dai riflettori.

Un controtenore nero e massiccio canta arie di Händel e Gluck con controcanto in stile africano e ritmi che invitano alla danza. Giochi con sedie e costumi dai colori sgargianti; assoli di danza con apice in salti mortali; scoppi di gioia e divertimento su una melodia bachiana trasformata in canto accompagnato da likembe e chitarre elettriche; momenti di estremo dolore che sfociano in pianto sulle note di “lascia ch’io pianga” dal Rinaldo di Händel.

Tutto questo è lo spettacolo ideato dal controtenore congolese Serge Kakudji insieme ai direttori musicali Fabrizio Cassol e Rodriguez Vangama e al direttore artistico Alain Platel che ha debuttato in estate a Vienna ed è ora in tournée nei teatri europei. La tappa italiana all’Arena del Sole di Bologna conquista il pubblico durante Vie Festival.

Le strutture musicali tipiche del barocco si innestano in ritmi africani a creare un’amalgama di strumenti, voci e movimenti in cui lo stile vocale occidentale settecentesco e le modalità sonore africane giocano guardandosi da pari a pari.

Non ci può essere giudizio né ordine gerarchico tra stili musicali quando si fa festa per dimenticare gli orrori delle guerre del Congo contemporaneo. Prevale un gioco teatrale nel nome della pluralità della musica (lemma indeclinabile nel quale da sempre “riassumiamo un universo irriducibilmente plurale”- Lorenzo Bianconi), dei generi e delle funzioni delle diverse “musiche”.

La voce del controtenore duetta con i controcanti beatbox dei coristi e con le percussioni africane; la chitarra basso di Rodriguez Vngana dialoga con il likembe; il balafon accompagna le arie antiche come un piano gran coda in una sala da concerto; legnetti, grattugie e zucche percussive sostengono il canto barocco trasformandolo in qualcosa di diverso pur mantenendo intatta la forza delle melodie originarie e dei testi come nell’esecuzione della gluckiana “Che farò senza Euridice?”.

Quando il controtenore Kakudji canta la disperazione di Orfeo per la perdita dell’amata, guidato attraverso gli inferi, ad occhi chiusi, dai coristi- traghettatori, è il canto di tutti i coloro che hanno perso un proprio caro, così come in “Lascia ch’io pianga” non è rappresentata solo Arianna che piange sulla spiaggia di Nasso abbandonata da Giasone, ma è ritratto il popolo africano intero che soffre di un identico dolore universale.

Il colpo di fulmine, coup fatal, derivante dall’incontro tra culture artistiche differenti, avviene sul piano dei sentimenti: l’arte esprime passioni estreme, non possono esserci mezze misure nella musica occidentale barocca tanto quanto nella musica del continente africano. Gioia e dolore sono manifestati sul palcoscenico, a tutte le latitudini, in modo amplificato, esasperando i sentimenti del quotidiano.

Allo stesso modo i “sapeurs”, i dandy di Kinshasa, al cui eccentrico comportamento si ispira la messa in scena, rivendicano libertà nell’abbigliarsi con colori forti e fogge bizzarre mescolando kilt, abiti di gala, bretelle e scarpe da tennis, per esprimere la propria gioia di vivere come sfida alla morte e alle violenze di un paese in guerra.

Uno spettacolo travolgente che investe il pubblico sulle cui teste, letteralmente, viene cantata la canzone di Nina Simona “To be young, gifted and black” da due coristi- danzatori. Una festa di colori che nel finale diventa una danza gioiosa dell’intera compagnia accompagnata solamente dalla chitarra basso di Vangama.

Ogni musicista si fa danzatore e cantante, senza separazione tra movimento del corpo e musica. Tutto è festa e insieme vitale protesa per le ingiustizie e le disuguaglianze che affliggono l’Africa e che, in una realtà globalizzata, investono il resto del mondo al di là di ogni posticcia barriera, di ogni confine geografico o ideologico.

20/10/2014

Simona Sagone- Radio Città Fujiko –http://www.radiocittafujiko.it/coup-fatal-all-incontro-di-due-tradizioni-musicali

Instagram Contest fotografico #iluoghidellefiabe

Regolamento di partecipazione a #iluoghidellefiabe

Instagram Contest  #iluoghidellefiabe

Un contest fotografico per raccontare, con un’immagine, luoghi che potrebbero essere associati a fiabe tradizionali o che rimandano ad un immaginario fiabesco

castelli da fiaba

Castel San Giovanni di Castel Ritaldi

Termini e condizioni Gli organizzatori del contest sono Associazione Culturale Youkali – Gruppo Media allo scoperto Via del Pratello 97- 40122 Bologna www.youkali.it tel. 0518493013 mediaalloscoperto@youkali.it FB: Media allo scoperto

1. CHI PUO’ PARTECIPARE

Il concorso è aperto a tutti coloro che possiedono uno dispositivo fotografico e sono iscritti ad Instagram (in possesso di un account Instagram)

2. PERIODO

Il concorso fotografico inizia 25/09/2014 e termina alle 20 del 10/10/2014

3. COME SI PARTECIPA

Semplice, basta caricare la/le foto su Instagram menzionando sempre l’account Instagram di Mediaalloscoperto: @mediaalloscoperto e usando l’hashtag #iluoghidellefiabe Chiediamo di NON utilizzare solo hashtag ma di aggiungere una citazione dalla fiaba a cui si fa riferimento con il luogo fotografato. Le foto possono essere inviate entro le 20:00 del 10 ottobre 2014. Ogni utente può pubblicare su Instagram un massimo di 5 foto iscritte a partecipare al concorso. Al fine di riuscire a contattare agevolmente i vincitori, non sempre reperibili attraverso il profilo Instagram, si consiglia di inviare una mail a mediaalloscoperto@youkali.it con il vero nome e cognome e numero telefonico associato al nome visibile sul profilo Instagram. I vincitori saranno così invitati alla premiazione. Le foto contrassegnate dall’hashtag specifico del contest postate tra il 25 settembre e il 1o ottobre 2014 potranno essere riutilizzate dal gruppo Media allo scoperto ed essere pubblicate sul blog Mediaalloscoperto.wordpress.com o youkali.it e utilizzate su materiali dell’Associazione Culturale Youkali.

4. TEMA: “ I luoghi delle fiabe

Ogni concorrente dovrà interpretare una fiaba tradizionale o contemporanea attraverso i propri scatti ritraenti luoghi che possono essere associati e rimandano, per particolari elementi, ad immagini letterarie delle fiabe. Ogni scatto dovrà riportare, insieme all’hashtag #iluoghidellefiabe, anche una citazione dalla fiaba che ha ispirato la foto.

5. COSA E COME FOTOGRAFARE

Non ci sono limiti alla creatività dei partecipanti. L’immagine potrà ritrarre paesaggi, persone, situazioni, architetture e attività che possano rimandare a scene fiabesche. L’originalità con cui il concorrente saprà affrontare il tema  “i luoghi delle fiabe” sarà uno dei punti che verrà valutato dalla giuria di Instagram. Le foto possono essere scattate con lo smartphone, il tablet o con altri dispositivi fotografici e poi inviate all’account Instagram sopra menzionato. E’ necessario che le foto siano coerenti con il tema di cui al punto 4 e che rispettino le regole indicate al punto 6.

6.  LIBERATORIE

Ogni partecipante è responsabile del materiale presentato al concorso. Pertanto si impegna ad escludere ogni responsabilità degli organizzatori nei confronti di terzi, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Il concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dal D. Lg. 30 giugno 2003 n. 196, nonché procurarsi il consenso alla diffusione degli stessi. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili. Ogni partecipante dichiara di essere unico autore delle immagini inviate, che non ledono diritti di terzi e che qualora ritraggano soggetti per i quali è necessario il consenso o l’autorizzazione il concorrente l’abbia ottenuta ed è in grado di esibirla qualora venga richiesta dagli organizzatori o dalle forze dell’ordine. Partecipando al concorso gli autori delle foto confermano ed attestano inoltre che: – Le foto non contengono materiale osceno, esplicitamente sessuale, violento, offensivo o diffamatorio. – Le foto non contengono materiale discriminante per sesso, etnia e religione. La Giuria e gli organizzatori dell’Instagram contest #iluoghidellefiabe hanno il diritto di considerare nulle le foto che non siano conformi alle suddette regole. Tutte le foto che partecipano al concorso pur essendo di proprietà dell’autore, potranno essere utilizzate da Associazione Culturale Youkali per fini promozionali. L’organizzazione garantisce che le foto non saranno comunque impiegate con finalità commerciali né cedute a terzi. 

7. VOTAZIONE ON-LINE E GIURIA

E’ stata istituita una commissione formata da appartenenti all’Associazione Youkali e al gruppo Media allo Scoperto la quale individuerà 1°, 2° e 3° foto classificata tra le 20 che riceveranno più “mi piace” su Instagram entro le ore 20 del 12 ottobre 2014. I “mi piace” ricevuti dopo tale data e ora, non verranno conteggiati ai fini della premiazione. Verranno scartate dalle finaliste le foto che non rispettano il tema o sono state postate dopo le 20 del 10 ottobre 2014.

8. I PREMI E PREMIAZIONE

I premi saranno offerti da case editrici e consisteranno in un pacchetto di libri di fiabe e/o sul fiabesco. La premiazione avverrà il 24 ottobre 2014 nel corso del convegno “Le vie delle fiabe: piantar fiabe per coltivare utopie” dalle ore 15 alle 18: 30 presso la sala del Consiglio del Quartiere Navile in via di Saliceto 3/20 a Bologna. E’ richiesta la presenza dei vincitori a ritirare il premio. La giuria valuterà  le 20 foto più votate su Instagram e decreterà le 3 foto vincitrici comunicando sulla pagina FB Media allo scoperto, Associazione Culturale Youkali e Le vie delle fiabe l’intera classifica con i nominativi dei vincitori. Al fine di riuscire a contattare agevolmente i vincitori, non sempre reperibili attraverso il profilo Instagram, si consiglia di inviare una mail a mediaalloscoperto@youkali.it con il vero nome e cognome e numero telefonico associato al nome visibile sul profilo Instagram. I vincitori saranno così invitati alla premiazione.  * I primi 3 classificati saranno inoltre veicolati con Media Support di Media allo Scoperto, Associazione Culturale Youkali, Le vie delle fiabe: blog, Facebook,Twitter, Instagram.

9. CRITERI DI VALUTAZIONE

La valutazione delle 20 foto finaliste sarà calibrata con un punteggio da 1 a 5 secondo i seguenti parametri: Tecnica- Attinenza al tema- Originalità- CLAUSOLE FINALI La partecipazione al concorso implica la conoscenza e l’accettazione del presente regolamento e il consenso al trattamento dei dati che verranno utilizzati esclusivamente ai fini del concorso e non verranno ceduti a terzi né usati per scopi commerciali. Tutti gli Instagram’s users potranno dare sfogo alla loro voglia di fotografia: partecipando agli eventi de Le vie delle fiabe e dell’Associazione Culturale Youkali, potranno diventare nostri testimonial taggando le loro foto con @leviedellefiabe e @mediaalloscoperto e seguendo il profilo Instagram di mediaalloscoperto. Il bando è pubblicato sulle pagine FB: Associazione Culturale Youkali, Media allo scoperto e Le vie delle fiabe e sui blog www.mediaalloscopertowordpress.com www.terradeidesideri.wordpress.com Responsabile della segreteria del Concorso è il gruppo Media allo scoperto dell’Associazione Culturale Youkali. Tel 051 8493013; mediaalloscoperto@youkali.it

#iluoghidellefiabe

Instagram Contest fotografico #iluoghidellefiabe

Media allo scoperto segue oggi la comunicazione della social festa Made in Manifattura 2014

ImmagineIl Gruppo Media allo scoperto, nato dal laboratorio dell’Associazione Culturale Youkali, si sta cominciando a fare le ossa nel mondo dei media, partecipando alla gestione della comunicazione della festa di strada organizzata dall’Associazione dry_art attraverso un bando di Cittadinanza Attiva patrocinato dal Quartiere Porto. Un gruppo di lavoro nato nel Quartiere Saragozza, oggi si è messo a servizio di un altro quartiere della città, qual’è appunto Porto, per realizzare una giornata di festa lungo via Azzo Gardino, il giardino del Cavaticcio, Via Don Minzoni e Via Fratelli Rosselli. Siamo ancora come mozzi su una nave nel grande mare della comunicazione, ma stiamo provando a comunicare questo Social Day in the District of Arts con tutta la professionalità di cui siamo capaci per portare quanti più bolognesi e anche “forestieri” alla festa che il 24 maggio invaderà fin dal mattino tutta la zona limitrofa all’antico porto di Bologna con spettacoli, dimostrazioni sportive, un mercato a km 0, un mercatino vintage, concerti e tante altre iniziative che coinvolgeranno cittadini di tutte le età. Potete scoprire le anticipazioni sul programma su Facebook: Mediaalloscoperto o sull’account Made in Manifattura. Tra pochi giorni sarà invece disponibile il programma completo anche sul nostro blog. seguiteci!

“In principio era il Verbo…”

“In principio era il Verbo (Lógos), e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” – così scrisse l’apostolo Giovanni (1,1) nel suo incipit al Vangelo, e dal Verbo la luce giunse agli uomini e vita fu.

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Paradossale, forse anche apparentemente anacronistica, la scelta di una citazione delle Sacre Scritture, ma c’è una spiegazione le cui origini risalgono indietro nel tempo, a quei ricordi vaghi, ma a tratti sorprendentemente ben definiti, della propria infanzia.

Nessuno si è mai chiesto, ne ha mai provato a domandare, quali mondi immaginari e creature fantastiche potessero creare queste minute e discrete paroline nella mente di un bambino di 10 anni.  Fin dalle prime letture ai tempi di catechesi, e di educazione alla bontà cristiana, mi ritrovai di fronte un’occasione imperdibile: Giovanni, dal suo scrittoio lontano nel tempo, e secondo proprie ragioni (insondabili per una bambina), mi sussurrava qualcosa! Bisognava solo saperla afferrare!

Voli pindarici presero il sopravvento ritrovandomi in un universo creato da una sillaba minuscola, ma così minuscola, da non essere percepita, almeno coscientemente, dai primi uomini figli di quel suono invisibile. Allora, almeno, così vidi ogni essere o creatura vivente attorno: costituita da una vibrazione sottile e sotterranea che, nelle fondamenta della Terra, aveva ormai trovato rifugio!

Ma cosa c’entra, vi chiederete, con un corso di comunicazione e di media?

Non avrò effettuato anche io un volo pindarico impossibile da sostenere e ormai pronta, con cintura e giubottino salvagente, alla caduta libera? No! Non è proprio così!

Un corso di comunicazione, per antonomasia, contiene in sè l’idea di trasmissione di un messaggio tra due soggetti, emittente e ricevente, con il supporto dei  mezzi più disparati.

Nel nostro viaggio bolognese, tra i media del terzo millennio, abbiamo assistito ad una sfilata piuttosto variegata:

  • modello “Giornale”, stile attempato “sale e pepe”, ben si addice al padre della comunicazione (la scrittura è il suo punto forza);
  • modello “Blog”, giovanile, casual, oserei dire fashion (qui la scrittura agisce in compagnia degli amici “immagine/video” e “audio”- ama le relazioni il nostro Blog);
  • modella “Radio”, anche lei madre  di esperienza, carica di enormi capacità evocative (il suono e la voce sono i suoi strumenti di azione!)

Il suono, la voce, appunto!

Ecco giunti a quel Verbo iniziale, ma soprattutto al suono invisibile rifugiato nelle fondamenta della Terra!

L’emissione sonora, umana e strumentale, è sempre stata oggetto di studi e analisi, fonte di fascino ed esotismo. Sciamani, guaritori di malattie dello spirito, invocavano, e invocano, le forze della natura attraverso riti imbastiti di suoni, ritmi, timbri esatti, precisi e ripetuti. Il tarantismo mediterraneo, fenomeno avvolto in un’aurea di esoterismo distante dalle ragioni delle sue origini, poteva essere sconfitto solamente con medici senza lauree in materia, ma altrettanto capaci di guarire: i suonatori!

La voce, quindi, e il suo espandersi attorno, possiede enormi potenzialità.

È sufficiente comprenderne le caratteristiche: si tratta di un suono definito da determinati accenti, differente per ognuno nella sua altezza, intensità e colore.

È uno strumento a tutti gli effetti, da plasmare, modificare, variare in base al contesto, le situazioni, i personaggi da rappresentare, il target destinatario.

È proprio strano come ciò che ci appartenga, così connaturato al nostro corpo e alla nostra vita quotidiana, passi inosservato ai nostri occhi. È invisibile e non coscientemente compreso dai figli di quella prima sillaba!

È forse l’estraneo che pulsa dentro di noi e che adesso chiede un minimo di riconoscimento?

Il percorso svolto con Simona Sagone, attrice e cantante, rintraccia forse l’altro che è in noi,  rende familiare ciò che fino a prima era inesistente.

Ma questa ricerca richiede  preparazione corporea, e non solo vocale.  Il corpo, infatti, è il nostro tesoriere di risonatori: ogni suo punto (che sia petto, naso, pancia, testa, gola) è in grado di modificare le nostre emissioni.

E la nostra lingua, che crediamo di conoscere perfettamente (insomma, è la nostra lingua madre, non potrebbe essere altrimenti!) è ancora fonte di sorprese o di vecchi ricordi di dettati dalla dizione perfetta! Le vocali sono 5, giusto?!?! Ma ne siete proprio certi? E dove mettiamo le e e le o dall’ accento grave o acuto?

Riconoscersi strumento dotato di corde (corde vocali) e risonatori sparsi qua e là, colori  del nostro quadro (voce emessa), è un passo fondamentale, a livello personale e comunicativo.

La voce è intenzionale, carica di emozioni e ragioni, e scoprirne le sfumature e le possibilità è di primaria importanza  nel lavoro evocativo compiuto soprattutto da uno strumento mediatico come la radio.

Che dire, allora?  A viaggio iniziato in luoghi lontani, occorre armarsi di curiosità, passione e tanto esercizio!!!