Il tesoro dei pirati nei miei sogni

Il tesoro dei pirati nei miei sogni

Inaugurata la stagione dell’Arena del sole targata ERT con Pippo Delbono ed Enzo Avitabile per Vie festival con una Bestemma d’amore

Di Simona Sagone per Radio Città Fujiko

Bestemmia d'Amore

Bestemmia D’Amore- foto di scena concessa da ERT

Il 12 ottobre si è inaugurata la stagione dell’Arena del sole, gestione ERT, con un concerto spettacolo di Pippo Delbono ed Enzo Avitabile inserito in Vie festival, manifestazione che sta coinvolgendo per la prima volta, dal 2005, anche la città di Bologna insieme ai luoghi storici del festival quali Modena, Carpi, Vignola, Rubiera.

La prima assoluta di “Bestemmia d’amore” è stata accolta da un pubblico festoso che ha invaso la platea e i palchi del teatro con libertà, senza vincoli di posti assegnati e con l’entusiasmo che talora solo ai festival si riscontra, entusiasmo dovuto alla novità delle proposte offerte dalla direzione e alla curiosità di scoprire le prossime frontiere del teatro contemporaneo.

Il sipario si è aperto su quattro artisti pronti a divertirsi sul palco come in una serata tra amici in cui si può suonare, cantare e pronunciare parole in libertà. Parole importanti, s’intende, con un loro peso specifico degno di nota eppure insieme lievi, parole sul tempo presente, sulle guerre, le battaglie d’oggigiorno, sulle domande che ognuno di noi si pone sulla vita e sulla spiritualità e su quel che resta dei sogni fatti da bambino.

C’è un tesoro dei pirati nei sogni di Pippo Delbono insieme all’odore di battaglia che aleggia nell’aria del mondo massmediatico; c’è la folla delle piazze in rivolta di Paesi più o meno lontani da qui, folla “che urla come cagna”; c’è il desiderio di “una culla per le mie paure” e un bisogno di musica “e basta”.

Parole, quelle pronunciate da Delbono, prese talora a prestito da Pasolini, Rimbaud, dal mistico spagnolo Juan de La Cruz e dalla poetessa argentina Alejandra Pizarnik, che si vocalizzano in canto; al contempo la musica di Avitabile si fa poesia, squagliandosi insieme al sangue di San Gennaro, faccia gialla. Mentre il musicista canta il popolo di Napoli nella sua pretesa del miracolo dal santo, l’attore Delbono, attraverso i versi delle poesie, deposita gravi interrogativi nel cuore del pubblico sull’ambiguità del chiedere perdono a un dio, per essersi nutriti di bugie, sull’opportunità che il mare nasconda quanto avviene al largo perché “quello che sta in basso deve rimanere in basso”.

C’è spazio, durante la serata, per un canto per la speranza frammisto a versi di Pasolini, per interrogazioni sulla fede (“forse la fede è un chiamare qualcuno che sta la fuori nel buio”), sul valore della preghiera e della sofferenza umana, tanto pesante da doverle lasciare il tempo perché “raggiunga il fondo del fondo”. C’è divertimento nella danza scomposta e giocosa di Pippo Delbono sui ritmi partenopei di Avitabile che alterna il canto all’arpina, al tamburo e al sax sopranino. La danza coinvolge infine anche la platea, a luci accese, durante i bis e ringraziano, insieme ai due protagonisti, anche Carlo Avitabile ai tamburi e Gianluigi Di Faenza alla chitarra napoletana.

Danza irrituale quella di Delbono e del pubblico, come irrituale si aspetta che sia tutta la stagione teatrale della nuova Arena del sole, una stagione che l’attore auspica non abbia i toni del teatro borghese d’altri tempi, ma presenti le voci e i volti del nuovo teatro ad un pubblico come quello di ieri, capace di danzare per un ritmo nuovo nell’aria.

13/10/2014 Simona Sagone Articolo pubblicato sul sito di Radio Città Fujiko http://www.radiocittafujiko.it/last-minute/il-tesoro-dei-pirati-nei-miei-sogni

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